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Passione, entusiasmo, un grande interesse per la tradizione con l’immenso desiderio di farla perdurare nel tempo, questi sono gli impulsi principali che spingono un piccolo gruppo di ragazzi ripesi, supportati da una schiera sempre nutrita di partecipanti, a guidare la carovana dei “mascherati”. Dal 2015 hanno una sede, un magazzino, ma anche un luogo di ritrovo per tutti gli interessati alla manifestazione. Si trova a pochi passi dalla piazza principale del paese, l’hanno chiamata:

 

                                          

 

un nome semplice come semplice è tutto ciò che riguarda questo originale spettacolo teatral-popolare capace di racchiudere in sé l’essenza dell’anima ripese: una rappresentazione che, con il pretesto di far ridere e sorridere, racconta usanze, storie e quotidianità di ieri e di oggi.



 

 









 

 

Nata con un fine pratico, quello di contenitore del gran numero di costumi, oggetti e accessori necessari ogni anno per la buona riuscita della manifestazione, la bottega è poi diventata qualcosa di più: un punto di riferimento per i partecipanti nel periodo delle prove, ma anche, durante tutto l’anno, per chiunque provi il desiderio di entrare a far parte del gruppo o solo di avvicinarsi un po’ a esso, oltre a una “base” per altre iniziative, sempre connesse all’ambito culturale e folkloristico in cui si inserisce la Mascherata, che vengono realizzate in altri periodi dell’anno, in particolar modo d’estate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il suo ruolo principale, comunque, resta quello di guardaroba, e in un solo anno le ragazze che lo gestiscono, grazie soprattutto al sostegno dei tanti ripesi che hanno donato i loro abiti variopinti e i costumi delle edizioni passate, sono riuscite ad accumulare un vero e proprio patrimonio, arrivando a contare più di 400 indumenti. Il lavoro che stanno portando avanti è certosino: ogni capo è catalogato, imbustato e riposto con cura, in modo da facilitarne, all’occorrenza, la fruizione. I risultati sono stati immediati: in occasione della Mascherata 2016, Nu pèjèse dè sèlvà, il compito delle costumiste, che sono le stesse ragazze a cui è stata affidata la bottega, si è a dir poco dimezzato, e chiunque in futuro vorrà dare una mano sa che la propria mansione sarà facilitata da quanto realizzato negli anni precedenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“A Petèke da Mèsckuèrate” è soltanto una delle migliorie che questi volenterosi ragazzi sono riusciti ad apportare a una tradizione consolidata come quella della Mascherata: nel 2015 c’è stata la mostra fotografica delle edizioni passate, un viaggio cronologico in cui gli spettatori hanno potuto rivivere tanti ricordi, a partire dal 1960 fino a oggi. Gli stessi scatti sono stati riportati, l’anno successivo, su carta, grazie alla pubblicazione del libro “La Mascherata di Ripalimosani: ritratto di un popolo”, in cui i lettori hanno potuto trovare anche tante informazioni, dalle interviste agli autori alle trame delle rappresentazioni, con uno sguardo alla parte musicale e alla costumistica, in un excursus in cui si è cercato di abbracciare tutti gli aspetti della manifestazione. E non bisogna poi dimenticare le conferenze stampa, la pubblicità sulle varie piattaforme mediatiche, gli articoli di giornale, la partecipazione a programmi tv e radiofonici: una macchina, insomma, perfettamente lanciata per comunicare e farsi conoscere al di là dei confini ripesi, un modo per poter arrivare a chiunque, per avere l’opportunità di farsi apprezzare da tutti, anche da chi per la prima volta assiste alla rappresentazione di quella che è, senza giri di parole o falsa modestia, la tradizione più genuina e amata dai ripesi, vero gioiello e orgoglio di questo piccolo popolo che anche grazie alla Mascherata sa di avere una propria, unica identità.

   L'ALTRA FACCIA DEL PAESE

    Ripalimosani  1 Agosto 2015